DA DOVADOLA A MARZANELLA (part 2)_04/09/2014

Avevo un po’ di allegria, qualche rosarietto e un cucchiaio di legno in più nello zaino, dopo aver visitato l’eremo di Monte Paolo. A mezzogiorno scoccato avevo percorso soltanto 6 km. Ahimé, me ne mancavano ancora 16!!! Nella mia testa alcune vocine insinuavano che avessi perso troppo tempo con Marisa e Michele invece di camminare e darmi da fare. A quei ritmi sarei arrivata al rifugio La Capannina a sera tarda.

“Eli, non sei un soldatino. Gustati questo cammino e le persone che incontrerai” mi ribadii a voce alta nel verde dei boschi di faggio, di betulle e abeti. Raccontarlo non rende ma ogni persona che incontri sul cammino acquista un significato più ampio, come se il tragitto si tramutasse in storia e se ognuno interpretasse ruoli diversi. Con le mie Vibram ai piedi avevo le piante così sensibili che dovetti fermarmi in uno spiazzo, allo sbocco della provinciale. Aprii lo zaino e afferrai le Nike che avevo portato come seconda calzatura. Avrei fatto il cambio; avevo imparato ad ascoltare il mio corpo e a non sfidarlo, durante il Cammino di Santiago. Un leggero venticello da pioggia mi sfiorò i capelli e mi informò che di lì a poco mi sarei imbattuta nel mal tempo.

Ho sempre adorato l’avventura ma l’avventura è un’arte, bisogna saperla apprezzare e calcolare. C’è sempre qualcosa di misterioso in lei, qualcosa che mi attira febbrilmente. Provo una riverenza particolare nei suoi confronti: va’ rispettata e temuta, mai sottovalutata.

Verso la Marzanella, Cammino di Assisi 2014 - September the 4th
Verso la Marzanella, Cammino di Assisi 2014 – September the 4th

Aprii l’insalata di riso delle razioni Kappa che aveva prelevato il mio cuginetto dal suo negozio di Softair. La buttai dopo due bocconi: non era invitante e, d’altronde, potevo farne a meno perché non ero ancora entrata in guerra. Mi sarei fatta bastare un avocado e della frutta secca. Ripresi la marcia indossando uno spolverino antipioggia cerato, mimetico per giunta. Sembravo un boy-scout!

“Ciao Silvia, ti posso disturbare?”, chiesi alla mia prima vera hospitalera al telefono, “Tra 10 km sarò da te, sperando di non perdermi nella foresta……..”. Aveva una voce simpatica e l’avevo già indovinata: era brasiliana! “Brasil, Brasil, quanto te adoro!”. I miei polpastrelli si sentivano già più sollevati, i polpacci invece piuttosto indolenziti. Eppure i piedini procedevano, come non fossi io a comandarli ma una volontà non condizionabile.

Passai attraverso un’azienda agricola in cui i cavalli erano in libertà. Pioveva e sentivo solo il rumore delle gocce e del fango scivoloso sotto alle scarpe. Il cartello “Stalloni in Libertà” mi aveva messo un pò di agitazione addosso. Vado a cavallo ma su quelli addestrati, non semi bradi. “Gesù, fa che non siano nervosi“. Incastrai il cappuccio dello spolverino dietro alle orecchie per sentirmi più arguta. Scene da Tomb Raider, insomma.

Un pò di adrenalina non fa' mai male
Cavalli al Pascolo

Quella sera, gustai una cena vegetariana prelibatissima e rigorosamente biologica. Il rifugio La Capannina era un’azienda biologica a conduzione familiare e Silvia, Giancarlo e i due magnifici bimbi Danilo e Anita accoglievano a braccia aperte i viandanti da ben otto anni, da quando il Cammino di Assisi aveva preso inizio. Quante ne vedevano quei super bambini? Ascoltavano diverse lingue e accenti, imparavano a conoscere la varietà del mondo, acuivano la loro intelligenza e tutto nel loro piccolo pezzo di universo tra i boschi degli Appennini. Lo scambio avrebbe generato ricchezza per loro, economicamente e umanamente, rendendoli speciali.

L'Adorata Family della Capannina
Rifugio La Capannina – The Rules

Nella stanza da letto c’erano soltanto 4 lettini semplici e curati, moderni e coloratissimi. Il Cammino di Assisi non ha le stesse affluenze di Santiago, non é nemmeno comparabile. Sta sbocciando, è ai suoi esordi. Dissi a Silvia che mi sarei stesa un po’ prima di cenare. Ero morta, con la testa e il collo bollente, i brividi di freddo e i piedi gelati nonostante i calzoni termici da sci. Non avevo febbre però, era colpa della stanchezza, della mia camminata di 22 km e dell’umido che avevo assorbito quel giorno.

Almost Destroyed
Almost Destroyed

Adorai Danilo, il maghetto sensibile della famiglia, Giancarlo, un uomo rispettosissimo e Silvia, emotiva, sincera e di grande volontà. La piccina, purtroppo, era a zonzo fuori di casa e avrebbe dormito da amici. “Pensa che ci mandano ancora le cartoline, i pellegrini che sono passati da qui”, mi aveva confidato Silvia, “C’è un signore, Giancarlo, che vive a Rovigo e che ci manda dei pensierini ogni tanto”. Giancarlo di Rovigo… Come quel Giancarlo di Rovigo che ha la cartolibreria in centro e con cui avevo fatto amicizia quando gestivo il negozio di Intimissimi, proprio lì. Era amico di amici e lui si era imbattuto nel Cammino di Assisi, qualche tempo prima. “Scusate…Ma é per caso un signore sulla cinquantina, capelli grigi e di corporatura regolare?“. “Sì, Elisa, é proprio lui!”. Caro Giancarlo, eri proprio tu che ascoltavi affascinato i miei racconti sul Cammino di Santiago, in piazza del Popolo. Quant’è piccolo il mondo… e noi siamo tutti collegati.

LINKS:

http://capannina.weebly.com/

Everyone Loves a Warmy Family
Everyone Loves to be Warmy

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9 thoughts on “DA DOVADOLA A MARZANELLA (part 2)_04/09/2014

      1. No, l’ho scoperto per caso gironzolando su IBS 🙂 in realtà ho scoperto tutta la collana editoriale di cui fa parte e… che dirti?… è davvero una delizia! =) una delizia per chi ama l’esplorazione, la natura, chiaramente 🙂

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    1. Elisa ci sono seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee da Napoli un bacione e ricordati che c’è sempre Alfredo ……………grandi le VIbram l’Etrusco è ancora confuso ahahahahahahahah………………………………….

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