DA PREMILCUORE A CORNIOLO (part 2)_06/09/2014

Durante i miei passi pensavo. Riflettevo sulla mia vita, sul mio futuro e sui miei sogni. Sapevo di essere una persona fortunata: avevo un uomo meraviglioso al mio fianco, tanti amici, mi ero rimessa in gioco in campo lavorativo e ora avevo il tempo di dedicarmi alle passioni. In quei mesi, ero riuscita a terminare il mio progetto in erba: il mio libro, pur mantenendomi nel limbo di incertezze che ne riguardavano la sorte.

Mi piace percorrere i Cammini perché mi aiuta a percorrere la vita: passo dopo passo la meta viene raggiunta, talvolta con degli ostacoli nell’inframezzo, altre volte con leggerezza e facilità. Assisi era il mio secondo Cammino e Santiago avrebbe detenuto il primo posto nel cuore. Grazie a quel pellegrinaggio, a 18 anni, avevo trovato la forza di uscire dalla bulimia e di godere dei piccoli miracoli di quella Spagna incantata. Il mio sistema psico-fisico si era rimesso in moto, il mio istinto si era risvegliato e il mio cuore, finalmente, aveva ripreso a fidarsi delle altre persone.

Dopo 9 anni e molte battaglie vinte, le mie suole battevano un terreno più aspro ma ugualmente bello. Apparentemente, ero partita senza un motivo ma forse non é del tutto corretto pensarla così: tutti agiamo per una ragione, anche se subito non ne siamo consapevoli. La intuiamo poi, quando i pezzi del puzzle ci si materializzano con evidenza davanti agli occhi, in uno scenario cristallino.

Razionalmente ero partita per sfidarmi, per stare in compagnia di me stessa, per spronare la mia autostima, ma inconsciamente i miei astri sapevano che stavo peregrinando per altre milioni di motivazioni e mi stavano guidando.

Verso Corniolo, Cammino di Assisi

Il fatto di vedere tutta quella natura e quel verde-foglia attorno a me, mi faceva stare bene. Mi faceva dimenticare le aspettative, le critiche, la severità dei miei giudizi e mi catapultava nel presente, in quell’unica dimensione che meritasse veramente di essere vissuta intensamente, come reale.

Improvvisamente, dei grugniti catturarono la mia attenzione. Al lato della carreggiata che stavo percorrendo, una famiglia di cinghiali si stava rifugiando nella sua tana. Me ne stetti alla larga, dopo le raccomandazioni ricevute dai locali ma non potei fare a meno di sorridere… Ero immersa nel silenzio delle foreste e loro, assieme a qualche scarafaggio, erano gli unici compagni di viaggio che mi tenevano compagnia.

Una ventina di minuti più tardi, mi trovai di fronte un bivio: una strada di bosco sbarrata saliva mentre la carreggiata principale continuava a scorrere. Alzai lo sguardo al cielo, preoccupata di sbagliare, ma improvvisamente ricordai Salvatore e mi fidai del suo suggerimento, imboccandola.

  

Verso Corniolo, Parco delle Foreste Casentinesi, Cammino di Assisi

Mi arrampicai, sudando per la fatica. Uno stuolo di mosconi e tafani mi seguiva da quando mi ero inoltrata nella vegetazione più fitta. Mi legai i capelli con il bracciale anti-insetti che mi aveva procurato mio cugino Mauro. In più, il clic-clic del ginocchio sinistro aveva ripreso a farsi sentire, durante ogni passo in discesa o in piano. Scalai la dorsale dell’Appennino per un’ora buona, poi mi accasciai per terra, gonfia in faccia e sulle mani. Sembravo un pupazzo ad acqua del ToyCenter. Mangiai il panino che avevo acquistato, della frutta e bevvi almeno mezzo litro d’acqua. Ripresi dopo una mezz’ora buona, quando capii dal gps del mio I-phone che mi trovavo nel bel mezzo della Riserva Naturale del Casentino.

Parco Naturale del Casentino, Cammino di Assisi

Mi persi ad osservare la bellezza del panorama di fronte a me, dai 1090 mt di altitudine del “Finestrone”. 

Finestrone, Monte della Fratta
Monte della Fratta, Parco del Casentino

Valicai il monte della Fratta e cominciai a scendere, verso la Valpisella. Erano quasi le 15 e a Corniolo mi avrebbero attesa il sig.r Leonardo e la figlia Benedetta. 

Il sorriso della fatica, Cammino di Assisi


“Puoi sempre fermarti a riposare una notte in più a Corniolo”, mi dissi a voce alta, “Non deve diventare un supplizio, questo cammino. Devi stare serena, e non badare a tutti quelli che sono convinti che i pellegrinaggi siano una via crucis”. Effettivamente, passino lo spirito di adattamento, il sacrificio, la fatica, il sudore e la pazienza ma non la sofferenza estrema e costante. Avevo ancora 230 km per arrivare ad Assisi, non potevo rischiare di abbandonarlo a metà.

Un capolavoro di albero, Parco del Casentino, Cammino di Assisi

A corto di energia, aprii la mia playlist e cominciai a canticchiare. Forse, mi sarebbe passata prima e un pelo più allegra durante gli ultimi 6 km di tragitto verso Corniolo. Comunque sia, ero certa che quelle splendide foreste verdeggianti che mi riempivano gli occhi avrebbero anche cullato il mio cuore, fino alla mia meta.

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