ANIMA DI ARTISTA. La storia straordinaria di Sixto Rodriguez.

Mi sono emozionata ieri davanti alla tv mentre ascoltavo la voce di questo cantante, Rodriguez, entrando sempre più nella sua anima fino a comprenderlo profondamente. Mi capita quando mi trovo di fronte a storie incredibili e a persone dal cuore puro.

Il documentario-biografia “Searching for Sugar Man” racconta della vita difficile e sbalorditiva di questo cantante. Un operaio, nato in Michigan nel 1942 da immigrati messicani, che si spacca la schiena per arrangiarsi al meglio.

Il film documentario che ha vinto l’Oscar, Sugar Man

A cavallo tra gli anni ’60 e ’70 si esibisce al The Sewer pub, a Detroit, denunciando attraverso la sua musica la precarietà e lo squallore dei quartieri suburbani, la solitudine e il lato vuoto dell’amore.

Rimane sconosciuto per anni, all’ombra di un’umiltà e di un destino anomalo. Tenta di pubblicare due album ma vende soltanto 6 copie venendo estromesso dalle classifiche americane, due settimane prima di Natale. Si laurea in filosofia, canta sporadicamente nei bar ma continua a riparare tetti, a compiere lavori modesti e a lavorare in fabbrica.

Fino a quando, nel 1996, accade l’imprevedibile. Sua figlia trova “per caso” un sito internet che parla di lui, della sua musica e del mistero della sua morte sul palcoscenico. E scopre un mondo nuovo nel quale il padre é una super star e ha venduto quasi un milione di copie in Sudafrica, dopo esser diventato una fonte d’ispirazione per i cantanti afrikaans che lottavano contro l’apartheid e le leggi razziali.

“In America zero, in South Africa hero”, cit.

Tutto questo perché una ragazza, negli anni ’70, aveva portato con se dall’America uno dei pochissimi cd di Rodriguez che sono stati venduti.

Così, formidabilmente, nel 1998 Rodriguez viene invitato a Johannesburg per affrontare il suo primo incredibile tour dove una folla di migliaia di persone lo acclama, stupite che il loro mito sia ancora in vita.

Rodriguez

“Searching for Sugar Man” ha vinto l’Oscar come miglior film documentario nel 2013 rendendo famoso Rodriguez in tutto il mondo e diffondendo finalmente le sue bellissime e tristi canzoni. È vivo e abita ancora nella sua umile casa, a Detroit.

Una di queste sere, in relax, guardate questo film. Purtroppo il regista svedese 36enne, Malik Bandjelloul, si è tolto la vita l’anno successivo all’uscita del documentario e all’assegnazione dell’Oscar. Probabilmente perché anche lui era un’anima sensibile e fuori dall’ordinario.

Ora, o tra poco, se avete tempo ascoltate Crucify your Mind, o I’ll Slip Away, o I Wonder, o Sugar Man, o ancora Cause. E cercate i testi di queste canzoni, reali da star male. Provate a calarvi in un tempo che non era il vostro, in una vita sudata e difficile, ai bordi di una periferia. Sentite quello che può essere l’aspetto crudo dell’umanità e immergetevi nella sua profondità.

Poi però sorridete e riflettete. Perché la storia di Rodriguez esce dagli schemi razionali e fa’ sognare. E la sua musica è arrivata in tutto il mondo poiché l’umiltà di un grande artista è stata ripagata.
Check on:

Il sito ufficiale, Sugarman

Listen to:

Crucify your mind, Rodriguez

“And you claim you got something going

Something you call unique

But I’ve seen your self-pity showing

And the tears rolled down your cheeks.”

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