IL CAMMINO INCA: L’ANTICO TREKKING PER RAGGIUNGERE MACHU PICCHU

Cominciamo col dire che non è proprio una passeggiata alla scoperta dei siti archeologici Inca ma piuttosto una gran sfaticata. Sì, perché l’Inca Trail è l’antico pellegrinaggio che i precursori dei peruviani costruirono poco meno di un millennio fa’. Le pietre vennero posate, una a una, dando vita a impervie scalinate tra gli altipiani andini e l’entrata della foresta pluviale.

L’itinerario si estende dalla famosa Valle Sacra ad una delle sette meraviglie moderne: Machu Picchu, fondata attorno al 1400. Il fascino della sua leggenda sta nel fatto che solo gli Inca riuscirono ad abitarla fino agli anni della conquista spagnola. Gli spagnoli in realtà non la conobbero mai, a causa della posizione disagevole, così che il suo segreto rimase celato sulle Ande fino al 1900.
L’Inca Trail prevede 4 giorni di trekking tra micro climi e altitudini differenti. È possibile accedervi solo tramite iscrizione, con gruppi e guide organizzati, fino ad un massimo di 500 ingressi giornalieri.


1 GIORNO: Piscacucho (2750 mt) – Wayllabamba (3000 mt) // 11 km.

Partendo dalla vera capitale quechua del Perù, Cusco, siamo saliti in autobus verso la valle dell’Urubamba fino al km 82, Piscacucho, da cui parte il trekking. Il caldo in quella giornata è stato spaventoso nonostante mi trovassi in Perù durante la stagione delle piogge. Mancava l’aria per l’altura e l’afa non ci dava pace. Il sole picchiava talmente forte che ho dovuto tenere coperte braccia e gambe, già ustionate dal giorno prima.

Dopo aver visitato il sito inca di Llaqtapata siamo arrivati a Wayllabamba (3000 mt), dove i soprannaturali “porteros” (i modesti peruviani che trasportano tutta l’attrezzatura necessaria all’accampamento in zaini da 30 kg ciascuno) avevano già preparato cena e giacigli per il nostro gruppo.


Un ruscelletto che scorreva lì accanto ci ha fatto da toilette improvvisata. Infine, un po’ di sano stretching ha aiutato i miei muscoli provati.

2 GIORNO: da Wayllabamba (3000 mt) a Pacaymayu (3700 mt) // 10 km.

Senza dubbio, la sveglia alle 5,30 del mattino non ha facilitato l’erculea impresa della giornata. È stata la giornata più distruttiva del cammino e mi ha costretta, a malincuore, a lasciare lo zaino ad un portero.

La soddisfazione più grande qui è arrivata senz’altro dopo che ci siamo arrampicati oltre il Dead Woman’s Pass, sul monte Warmiwañuscca, a 4200 mt di altitudine.


Il fiato era a singhiozzi e verso la fine dell’interminabile salita è stato necessario fermarci ogni pochi minuti per prendere aria e rimanere vigili. Purtroppo però ad ogni scalata corrisponde sempre una discesa. Ci siamo sbattuti le ginocchia per due ore, scendendo di 500 mt sugli antichi gradini Inca. Da ammazzarsi nel vero senso della parola, se non si stava concentrati sui propri piedi. Arrivata all’accampamento avevo nausea, crampi e una leggera febbre da stress ma l’aver raggiunto il picco più alto dell’Inca Trail e il ricordo di quei paesaggi strabilianti mi ha fatto andare a dormire contenta.

3 GIORNO: da Pacaymayu (3700 mt) a Wiñaywayna (2650 mt) // 15 km.

La giornata è stata la più lunga (circa 15 km in dieci ore) ma anche la più leggera. Tanti sali e scendi intervallati dai moltissimi siti archeologici nel cammino. Le rovine di Runkuraqay, a 3800 mt, i lama sputacchianti lungo i sentieri e nel sito di Wiñaywayna e le viste mozzafiato. Siamo stati fortunati: il clima ci ha cullati ad ogni passo quando poteva cambiare di ora in ora perché dagli altipiani ci stavamo avvicinando alla selva.

4 GIORNO: da Wiñaywayna (2650 mt) a MachuPicchu (2400 mt) // 6 km.

Alle 3 del mattino i porteros hanno corso come pazzi per prendere il treno che li riportasse a casa. Quindi, no tenda no riposo. Dopo una serie di controlli rivolti alle nostre guide, all’alba ci siamo rimessi in viaggio verso la nostra meraviglia. Io con una caviglia dolorante, chi col mal di pancia per l’acqua fluviale bollita, chi stremato dalla fatica. Fino a quando, dopo due ore di cammino, siamo arrivati alla Puerta del Sol, l’entrata più alta di Machu Picchu riservata ai veri camminatori. E vi assicuro che l’emozione provata con quella visione è valsa di gran lunga tutto il sudore e la fatica per raggiungere quella meta.

Il Cammino per me è sempre la parte più importante del viaggio, forse più del traguardo: che si tratti di Machu Picchu, Assisi o Santiago!

DUE INFO:

Cosa è necessario portare con sè durante il trekking?

– il passaporto per i controlli della regione;

– il sacco a pelo (che freddo che faceva in tenda!!!);

– acqua in bottiglia. Da acquistare (con un prezzo maggiorato) nei punti di ristoro del trail, eccezion fatta per il 3 giorno, dove non ne incontrerete più. Il nostro errore è stato quello di non prenderne di più (a causa dei 10 kg di zaino sulle spalle) e di bere quella bollita che ci offrivano i porteros peruviani del nostro team. In questo caso purtroppo, una crisi di stomaco prima o poi si fa sentire;

– poncho anti pioggia;

– protezioni solari alte, cappello e occhiali da sole;

– una giacca calda e dell’abbigliamento tecnico (pesa meno e si asciuga più in fretta indipendentemente dalla temperatura esterna);

– un cappellino in lana e dei guanti;

– scarpe da trekking;

– pila portatile o da testa;

– sandali;

– coltello;

– spago e spille da balia (li porto via in ogni cammino e si rivelano sempre utili);

– macchina fotografica;

– repellente per insetti;

– toilet set;

– snacks energetici;

– medicine d’urgenza;

– bastoncini da trekking (essenziali per queste altitudini);

– ghette anti pioggia.

Quale organizziazione è meglio scegliere per fare l’Inca trail?

La mia è stata l’INCA TRAIL RESERVATION, di Cusco. Tra le più economiche (560$), guide preparate e una cucina buonissima (anche per noi veggy!). http://incatrailreservations.com

È necessario allenamento per fare il trekking?
L’allenamento sarebbe sempre consigliato. Per lo meno, bisogna essere in forma fisicamente.

Assolutamente necessario è acclimatarsi prima di partire per l’impresa (almeno 3/4 gg ad un’altitudine superiore ai 3000 mt). I “mate de coca” preparati dai locali sono utilissimi per contrastare il mal di altura e per rinvigorire il fisico. Si tratta delle vere e proprie foglie di coca lasciate in infuso, ovviamente naturali e non trattate chimicamente.

Have a good trip!

E.

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