Siate forti, libere e un po’ irriverenti. Il mio appello alle mamme

Sono mamma da 4 mesi di uno splendido cucciolo che giorno dopo giorno ci riempie il cuore di gioia e amore. Non mi ci è voluto molto però per capire che il mestiere della ‘mamma’ è il più difficile mai sperimentato.
Ho gestito lavori da 14 ore al giorno dove il carico di stress era altissimo ma nessun impiego è paragonabile a ciò che faccio ora. Mi preoccupo ininterrottamente di far stare bene il mio bimbo, 24 ore su 24, e lo lascio solo a persone fidate che gli trasmettano tanta tranquillità e allegria.

Una volta giudicavo le donne che passano il loro tempo a casa con i figli dicendo “non fanno nulla per portare a casa i soldi e non si confrontano col mondo fuori”. Sto realizzando ora che la gestione della famiglia non coinvolge soltanto il lato economico ma soprattutto quello pratico. Perché la famiglia è il primo contesto che il bambino conosce e che lo farà sentire accolto e sicuro. Solo così diventerà un individuo consapevole che attuerà le decisioni più corrette nella sua società. E poi, non di rado, il mondo più difficile non è quello che ci sta attorno ma quello che sta dentro di noi.

Noi mamme diventiamo tristi quando il nostro lavoro è messo in discussione. Dai genitori, dai suoceri, dagli amici, dall’amabile signora che incrociamo per strada. Ci arrabbiamo perché esiste sempre la persona che pretende di saperne di più anche se passa poco tempo col nostro bimbo o quei suggerimenti non li ha mai messi in pratica per sè.

“Fallo dormire nella sua stanza, ormai è grande”, “Lo allatti al seno ancora così tante volte al giorno?”, “Portalo fuori di più, ha bisogno di prendere aria”, “Fatti consigliare per ciò che stai facendo” sono le frasi che sento ciclicamente. Nonostante siamo completamente concentrate a dare il 100% per qualcuno non è ancora abbastanza.

Noi mamme ci sentiamo frustrate quando non comprendiamo al volo i bisogni del piccolino, oppure siamo esauste perché non dormiamo la notte o nessuno ci aiuta durante il giorno o, ancora, non abbiamo il tempo per tagliarci le unghie dei piedi e farci una doccia.

È un lavoro, quello del genitore, che non viene pagato ma ripagato a lungo termine. Con la gioia immensa che esplode se il tuo bambino ti guarda e ride, con la soddisfazione che il tuo cucciolo cresca bene, con l’infinita pace mentre gli stai accanto e lui dorme beato.

Vorrei fare un appello a tutte noi, mamme: siamo forti, libere e un po’ irriverenti. Eliminiamo tutto quel che non serve, allontaniamoci da chi non ci supporta, dalle ‘regole da seguire’ che con noi funzionano poco, stringiamo nuove amicizie di quelle che capiscano i nostri ritmi. Concediamoci del tempo per ballare (con o senza cucciolo), per riprendere lo sport che ci piace, per sentirci ancora belle.

Serve un nuovo punto di contatto, tra noi e il mondo. Quello in cui ai giudizi non viene più dato il peso di un tempo e si alleggeriscono. Quello in cui le nostre azioni sono guidate dall’istinto e dallo star bene. Sperimentiamo e perdoniamoci. E smettiamo di colpevolizzarci.

Se non ci proteggiamo noi, non lo faranno di certo gli altri. Sorridiamo e pensiamo che siamo magnifiche ad offrire ogni giorno la versione migliore di ciò che siamo.

E.

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4 pensieri su “Siate forti, libere e un po’ irriverenti. Il mio appello alle mamme

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